LA TRAGICOMMEDIA DI DONALD TRUMP
Continua la tragicommedia trumpiana. Annunciata con la solita enfasi da novello Napoleone del XXI secolo, Donald Trump aveva parlato nei giorni scorsi di una tregua di una settimana negli attacchi russi sull’Ucraina concordata con Vladimir Putin, zar di Russia, in considerazione di un’ondata di forte gelo in arrivo. Il tutto tristemente smentito dai fatti: sul fronte, e non solo, si continua a combattere e i droni kamikaze continuano a uccidere. Una nuova mattana da parte di chi, secondo il Wall Street Journal, “ha spinto gli Usa in una fase nella quale un unico grande potere domina il globo e crea un nuovo ordine mondiale”. Si allunga la lista delle “stramberie”: aperta con la guerra commerciale dei dazi, a seguire le spese per la difesa della Nato, l’intervento contro il nucleare di Teheran e l’ostilità verso gli ayatollah iraniani, l’attacco al regime venezuelano con la cattura di Maduro, le ambizioni di annessione della Groenlandia, le ripetute “scaramucce” contro l’Unione europea con insolenti attacchi ai Paesi del Vecchio Continente. Un anacronistico unilateralismo guerriero che, in un solo anno di amministrazione, ha cambiato il corso della storia, azzerando il faticoso equilibrio postbellico a livello mondiale con le sue reti di difesa alle democrazie faticosamente costruite: dall’Onu alla Nato. (leggi tutto)
REFERENDUM, I MESSAGGI DEL VOTO
La quiete dopo la tempesta”? Non proprio. Clima politico post referendum molto caldo. Chiara vittoria del No in un’Italia divisa e contrapposta. Giorni di grande tensione con scossoni nel Governo per la sconfitta referendaria: dalle dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Del Mastro e del Capo di Gabinetto Bertolozzi all’inedito scontro Meloni-Santanchè e le successive dimissioni del Ministro del Turismo. Un test elettorale che, al di là del quesito referendario di difficile comprensione, ha mobilitato verso le urne i “patrioti della Carta”, secondo la definizione di Antonio Polito sul Corriere della Sera, tutti quelli cioè che si riconoscono più nei Padri costituenti che in questa classe politica. Più che a difesa dei magistrati, più che a sostegno della sinistra una scelta di campo ben precisa: un movimento di opinione sganciato dalle logiche strette dei partiti. Un “patriottismo costituzionale” in contrasto con le ipotesi di riforme e ammodernamenti degli stessi Padri della Carta costituzionale, consapevoli delle molte questioni lasciate aperte dall’Assemblea costituente. (leggi tutto)
I 25 ANNI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
Fra presente e futuro nel segno della innovazione. Celebrati a Roma i 25 anni di fondazione dell’Agenzia delle Entrate. Un anniversario particolarmente importante per tracciare un bilancio della complessa attività svolta dall’Amministrazione finanziaria e parlare di prospettive del sistema fiscale. I traguardi degli ultimi anni – fatturazione elettronica, registratori telematici, servizi telematici – sono il punto di partenza per rendere più puntuali i controlli, più veloci i rimborsi e sempre più dialogante con i contribuenti il portale istituzionale. L’Agenzia delle Entrate nasce alla fine degli anni ’90. Istituita con il Decreto legislativo 30 luglio 1999, n.300, nell’ambito della Riforma Bassanini che ha profondamente riorganizzato l’Amministrazione finanziaria dello Stato. (leggi tutto)